A RIUNIONE CON LAURA SCANU

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Venerdì scorso la sezione di Frosinone, in occasione della riunione e tecnica obbligatoria  ha avuto il piacere e l’onore di ospitare Laura Scanu, attuale Componente della CAN 5 ed inoltre, vista l’importanza dell’evento, hanno preso parte alla riunione anche il Componente del Comitato Nazionale Umberto Carbonari, Giancarlo Lombardi, Organo Tecnico Calcio a 5 del CRA Lazio, Francesca Muccardo e Roberto Fichera, rispettivamente Coordinatrice e Componente per il Futsal del Settore Tecnico e Mario Filippini, Mentor del Lazio per il progetto UEFA Talent&Mentor Futsal.

Il presidente Iaboni prima di dare inizio ai lavori, ha voluto ringraziare gli ospiti per la disponibilità dimostrata e per la partecipazione; il primo a rivolgersi alla platea è stato Umberto Carbonari il quale, nel suo intervento,  ha sottolineato l’importanza delle riunioni tecniche come momento di crescita personale e arbitrale per poi evidenziare quanto il Futsal sia una realtà in continua espansione. La parola è poi passata all’Ospite Nazionale Laura Scanu: la relatrice ha mostrato, grazie ad un video, la composizione dell’organico CAN 5: “sono arbitri che di passione e sacrificio ne hanno fatto virtù”.

Nel corso del suo intervento ha voluto coinvolgere la platea costituita da arbitri e osservatori del Calcio a 5 e del Calcio a 11  evidenziando e focalizzando l’attenzione su tutti gli aspetti che consentono di valutare una prestazione come ottima: grazie all’aiuto di materiale audio-visivo la Scanu ha mostrato le diverse sfaccettature della figura arbitrale.

Aspetti fondamentali sono la Personalità e l’Autorevolezza dell’Arbitro, cioè la sua capacità di gestire le diverse situazioni di gioco con naturalezza: la personalità è la normale natura dell’individuo e spesso viene eclissata dall’Autorevolezza e cioè dalla abilità  dello stesso di gestire una gara e di avere massimo potere decisionale senza alcuna influenza.

Altrettanto importanti sono la Prevenzione e la Comunicazione: entrambi gli aspetti consentono al direttore di gara un controllo ottimale delle  situazioni di gioco più complesse.

L’arbitro dispone del linguaggio verbale e del linguaggio non-verbale per esprimersi: il loro connubio consente di prevenire comportamenti inadeguati sul terreno di gioco  e di relazionarsi nel modo più corretto possibile. Al termine dei lavori la relatrice, rivolgendosi ai giovani presenti in sala, ha voluto ricordare che arbitrare è una passione che richiede, da parte di chi la coltiva e di chi l’ha resta parte integrante della propria vita, grande impegno e fatica: gli ostacoli sono molti lungo il percorso ed è necessario superarli con grinta per raggiungere gli obiettivi più importanti. La vita è una sfida continua, ma bisogna avere il coraggio di trovare sempre la forza di reagire nonostante le difficoltà.

La serata si è conclusa con una cena conviviale alla quale hanno preso parte gli ospiti e molti degli associati tutti felici di aver rafforzato nel corso della serata il proprio bagaglio tecnico ed associativo.

A CURA DI FEDERICA PELLEGRINI

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