SUCCESSO PER IL LIBRO “IL FISCHIETTO E IL PALLONE”

82 visualizzazioni

“Con questo libro vogliamo fare sapere cosa facciamo noi arbitri. Se oggi parliamo di avere la tecnologia non dobbiamo dimenticare il nostro passato e anche i nostri errori”. Lo ha affermato il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri alla presentazione del volume “Il Fischietto e il Pallone” (Rubbetino), scritto dallo stesso Nicchi con il direttore della rivista “L’Arbitro”, Carmelo Lentino. Uscito nelle scorse settimana, il libro è stato presentato mercoledì 7 febbraio alla libreria Minerva di Roma, in quel di piazza Fiume, a pochi passi dalla sede dell’Associazione Italiana Arbitri. Per questa prima presentazione romana non poteva mancare il pubblico delle grandi occasioni. Presenti tanti esponenti nazionali dell’A.I.A., come il componente del comitato nazionale Umberto Carbonari, il vice responsabile della CAN 5, Francesco Massini, il responsabile dell’Osservatorio Violenza ai danni degli arbitri, Filippo A. Capellupo, buona parte del CRA Lazio, guidato dal presidente Luca Palanca, e tanti presidenti di sezione, oltre ovviamente agli arbitri in attività, tra cui spiccavano i CAN A, Daniele Doveri e Maurizio Mariani. La presentazione è stata moderata dal giornalista Roberto Messina che, come ha ammesso “pur non essendo arbitro, nel corso della mia carriera mi sono ritrovato per varie ragioni sempre vicino agli arbitri”. Ed è stato proprio Messina a ricordare alcuni numeri del mondo arbitrale, che conta circa 33 mila associati, tra cui 1700 donne.
E proprio per raccontare questo straordinario movimento che Carmelo Lentino ha voluto mettere nero su bianco, insieme al presidente Nicchi, la storia dell’Associazione, affrontando vari aspetti, da cosa significa essere arbitro ad aspetti più delicati come la violenza cui spesso sono soggetti tanti associati e i pregiudizi del pubblico, che spesso non conosce le regole.
“Var o non Var, oggi c’è maggiore considerazione per il nostro mondo”, ha spiegato il presidente Nicchi, “Oggi se un arbitro sbaglia, sbaglia lui e basta, e non viene tirata in ballo l’intera categoria come accadeva in passato. Adesso non vogliamo tornare indietro, ai tempi di Calciopoli, la più grande tragedia del mondo arbitrale, anche se è bene ricordare che nessun nostro associato è mai stato condannato per quella vicenda”.
Un sguardo anche al prossimo Mondiale che si svolgerà in Russia. In campo non ci sarà la nazionale italiana, che non si è qualificata, ma ci saranno gli arbitri italiani che, nel caso in cui l’Ifab dovesse dare il via libera all’introduzione del Var al Campionato del mondo, potrebbero diventare sei. Come ha ricordato Nicchi ci saranno infatti l’arbitro Gianluca Rocchi e gli assistenti arbitrali Mauro Tonolini ed Elenito Liberatore, e qualora si proceda con il Var “andranno anche altri tre grandi arbitri. Li abbiano già individuati ma ovviamente aspettiamo per ufficializzarli”.
Secondo il presidente Nicchi “oggi siamo coscienti e consapevoli che non facciamo fare brutte figure al nostro mondo. Un cambiamento certificato anche dalle graduatorie: quando arbitravo io c’erano tre fenomeni e decine di arbitri “normali”, mentre oggi parliamo solo di fenomeni e ogni anno, a fine stagione, è difficile dover dire a un arbitro di smettere solo per uno 0 virgola nella media rispetto agli altri. Grazie a questo oggi c’è più considerazione per il nostro mondo e, ripeto, se c’è l’errore di un arbitro è l’arbitro che sbaglia e non un’intera categoria ad averlo fatto”.

A cura di Antonio Ranalli

Foto tratte dal canale ufficiale dell’AIA

Commenti chiusi